12/25/2013

SAMBARANGUERE - QUINTESSENZA


IL SAMBARANGUERE E' LA QUINTESSENZA 
DELLA POESIA CHE SI TRASFORMA IN VIBRAZIONE DI COLORE
PER DIVENTARE L’OTTAVA NOTA DI UNA MELODIA 
CON LA QUALE BRINDARE AL 2014.
BUON ANNO UMANITA'! FELIZ HANO NOVO HUMANIDADE!

LA LETTERATURA TUPY
La cultura Tupy non ha una letteratura propria, tuttavia possiede un patrimonio artistico interessante, purtroppo scomparso ancor prima che la civiltà potesse conoscerlo nella sua profondità culturale di ecologia sacra, tramandata da madre a figlia.

LA MUSICA NELLA CULTURA TUPY
La musica nella cultura Tupy nasceva da una nenia a tratti allegra e veloce per poi diventare lenta e malinconica. In entrambi i casi era intervallata da parole e frasi create sul momento, e accompagnata dal suono di tamburi e maracas costruite con noci di cocco lasciate marcire, svuotate della polpa e poi riempite con la sabbia o la ghiaia.
Era come un mantra infinito e rilassante che coinvolgeva tutto il gruppo.

LA POESIA TUPY
La poesia Tupy era l’espressione della natura attraverso i versi degli animali, del vento, della foresta, declamata con arrangiamento romantico, accompagnato dalla nenia collettiva in sottofondo oppure con il battito delle mani.

LA PITTURA TUPY
La pittura Tupy riproponeva figure simboliche e scene di vita quotidiana.
La tecnica era quella di creare un disegno con i piccoli frutti e le bacche della foresta, di diverso colore e dimensioni, che messi insieme componevano dei mosaici che, una volta terminati, venivano lasciati intatti a terra: cosi gli animali che si aggiravano di notte in cerca di cibo potevano mangiarseli senza fatica - poiché tutto ciò che veniva preso dalla natura veniva poi in qualche modo restituito con grande rispetto.
Questa era l’arte vissuta in funzione del donare, in armonia con la natura intorno e con le sue creature.

LA DANZA NELLA CULTURA TUPY
La danza era un momento magico da condividere, dunque tutti partecipavano; poiché la struttura sociale era matriarcale, l'educazione veniva infuenzata dalla sensibilità femminile, capace di cogliere i particolari in ogni piccola cosa e trasformarla in leggende da raccontare ai fanciulli del villaggio.
Tuttavia da tutti i racconti di mia madre non mi risulta il cannibalismo, nè tanto meno la violenza - tant'è che si sono lasciati indottrinare e poi adagio sono stati spinti ai margini della nuova società che si andava formandosi.

Le donne erano le depositarie del potere mistico, mentre gli uomini dei villaggi, volendo impossessarne, cercavano in ogni modo di scoprire il loro segreto.
Un giorno la saggia più anziana del villaggio escogitò un piano per scoraggiarli: radunò tutti gli uomini che volessero diventare saggi e disse loro: "Ad ogni luna piena, al calar del sole, dovete nascondervi dietro un cespuglio (capoeira) ed osservare la danza e le movenze degli animali della foresta. Poi dovete fare le prove ogni giorno per sette lune."
Gli uomini, soddisfatti della promessa della saggia, ogni notte andavano a nascondersi dietro i cespugli e di giorno dietro la rigida supervisione della vecchia saggia provavano le movenze degli animali: si davano da fare imitando con grazia le
movenze del gabbiano che vola leggero nell’aria, la ruota del pavone nella danza del corteggiamento, l’agguato della pantera, le piroette delle scimmie sugli alberi, adattando ogni movimento alla soffice lentezza del bradipo e agli scatti fulminei del serpente. Le donne intorno, in cerchio, battevano le mani a tempo: fu così che nacque la Capoeira, e gli uomini Tupy, piuttosto che saggi, diventarono dei bravi lottatori-ballerini!

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