Le cascate d’Iguaçu sono testimoni di una triste storia,
tomba dei nativi uccisi dai gringos,
che li rincorrevano a cavallo e con il lancio delle bolas
li strozzavano come fossero dei polli.
Coloro che riuscivano a scappare, giunti al confine
diviso dalle sette quedas, scoprivano che l'unica via per salvarsi
era buttarsi nella gola del diavolo.
Tutt'oggi per i nativi le variopinte farfalle che
sorvolano le cascate sono anime di coloro uccisi
dai gringos, coloni a cavallo.
12/25/2013
TUPY-SAMBARANGUERE - LA GRANDE MADRE TUPY
La grande madre era là, seduta su di una stella.
Restavo per ore ad ammirare quel volto sereno,
mentre ascoltavo la sua voce pacata e dolce raccontarmi
il passato: sentivo il pensiero volare nell’intermezzo
tra realtà e sogno, mentre venivo avvolta nell’esile e
friabile magia per guardare oltre il verde scuro
degli alberi sotto il sole di una perenne estate.
In quegli attimi l'essenza profonda s’innalzava silente
tra grottesca logica che ingrovigliava la mente; dinanzi
a intollerabili violenze vedevo suo volto scavato dalla
sofferenza nel mentre sentivo pulsare suo cuore nel mio
e da ogni suo respiro vedevo sbocciare una rosa!
Restavo per ore ad ammirare quel volto sereno,
mentre ascoltavo la sua voce pacata e dolce raccontarmi
il passato: sentivo il pensiero volare nell’intermezzo
tra realtà e sogno, mentre venivo avvolta nell’esile e
friabile magia per guardare oltre il verde scuro
degli alberi sotto il sole di una perenne estate.
In quegli attimi l'essenza profonda s’innalzava silente
tra grottesca logica che ingrovigliava la mente; dinanzi
a intollerabili violenze vedevo suo volto scavato dalla
sofferenza nel mentre sentivo pulsare suo cuore nel mio
e da ogni suo respiro vedevo sbocciare una rosa!
TUPY-SAMBARANGUERE - LA PROFEZIA
"Sovente le persone si smarriscono
nella rozza materia, perdendo di mira
il vero senso delle cose; i saggi però
fuggono oltre, per raccogliersi nel
silenzio ed ascoltare il suono
dell’universo sotto l’albero sacro,
nel tramontar del giorno in cui
sarebbe stata abbattuto!”
nella rozza materia, perdendo di mira
il vero senso delle cose; i saggi però
fuggono oltre, per raccogliersi nel
silenzio ed ascoltare il suono
dell’universo sotto l’albero sacro,
nel tramontar del giorno in cui
sarebbe stata abbattuto!”
SAMBARANGUERE - QUINTESSENZA
IL SAMBARANGUERE E' LA QUINTESSENZA
DELLA POESIA CHE SI TRASFORMA IN VIBRAZIONE DI COLORE
PER DIVENTARE L’OTTAVA NOTA DI UNA MELODIA
CON LA QUALE BRINDARE AL 2014.
BUON ANNO UMANITA'! FELIZ HANO NOVO HUMANIDADE!
LA LETTERATURA TUPY
La cultura Tupy non ha una letteratura propria, tuttavia possiede un patrimonio artistico interessante, purtroppo scomparso ancor prima che la civiltà potesse conoscerlo nella sua profondità culturale di ecologia sacra, tramandata da madre a figlia.
LA MUSICA NELLA CULTURA TUPY
La musica nella cultura Tupy nasceva da una nenia a tratti allegra e veloce per poi diventare lenta e malinconica. In entrambi i casi era intervallata da parole e frasi create sul momento, e accompagnata dal suono di tamburi e maracas costruite con noci di cocco lasciate marcire, svuotate della polpa e poi riempite con la sabbia o la ghiaia.
Era come un mantra infinito e rilassante che coinvolgeva tutto il gruppo.
LA POESIA TUPY
La poesia Tupy era l’espressione della natura attraverso i versi degli animali, del vento, della foresta, declamata con arrangiamento romantico, accompagnato dalla nenia collettiva in sottofondo oppure con il battito delle mani.
LA PITTURA TUPY
La pittura Tupy riproponeva figure simboliche e scene di vita quotidiana.
La tecnica era quella di creare un disegno con i piccoli frutti e le bacche della foresta, di diverso colore e dimensioni, che messi insieme componevano dei mosaici che, una volta terminati, venivano lasciati intatti a terra: cosi gli animali che si aggiravano di notte in cerca di cibo potevano mangiarseli senza fatica - poiché tutto ciò che veniva preso dalla natura veniva poi in qualche modo restituito con grande rispetto.
Questa era l’arte vissuta in funzione del donare, in armonia con la natura intorno e con le sue creature.
LA DANZA NELLA CULTURA TUPY
La danza era un momento magico da condividere, dunque tutti partecipavano; poiché la struttura sociale era matriarcale, l'educazione veniva infuenzata dalla sensibilità femminile, capace di cogliere i particolari in ogni piccola cosa e trasformarla in leggende da raccontare ai fanciulli del villaggio.
Tuttavia da tutti i racconti di mia madre non mi risulta il cannibalismo, nè tanto meno la violenza - tant'è che si sono lasciati indottrinare e poi adagio sono stati spinti ai margini della nuova società che si andava formandosi.
Le donne erano le depositarie del potere mistico, mentre gli uomini dei villaggi, volendo impossessarne, cercavano in ogni modo di scoprire il loro segreto.
Un giorno la saggia più anziana del villaggio escogitò un piano per scoraggiarli: radunò tutti gli uomini che volessero diventare saggi e disse loro: "Ad ogni luna piena, al calar del sole, dovete nascondervi dietro un cespuglio (capoeira) ed osservare la danza e le movenze degli animali della foresta. Poi dovete fare le prove ogni giorno per sette lune."
Gli uomini, soddisfatti della promessa della saggia, ogni notte andavano a nascondersi dietro i cespugli e di giorno dietro la rigida supervisione della vecchia saggia provavano le movenze degli animali: si davano da fare imitando con grazia le
movenze del gabbiano che vola leggero nell’aria, la ruota del pavone nella danza del corteggiamento, l’agguato della pantera, le piroette delle scimmie sugli alberi, adattando ogni movimento alla soffice lentezza del bradipo e agli scatti fulminei del serpente. Le donne intorno, in cerchio, battevano le mani a tempo: fu così che nacque la Capoeira, e gli uomini Tupy, piuttosto che saggi, diventarono dei bravi lottatori-ballerini!
12/22/2013
SAMBARANGUERE - UN POCO DI STORIA
Nella lingua Tupy non si usano gli articoli, tuttavia i vocaboli, presi insieme, completano il significato della frase rendendola comprensibile. Ad esempio: maloka aranguerè, dove "maloka" significa casa, e "aranguereè" fratello, dunque "casa fratello", e più precisamente "unione di gruppo".
Un gruppo, appunto, dato che i Tupy non conoscevano il concetto di proprietà: erano un popolo errante che si spostava nella foresta per consentire alla natura di rigenerarsi laddove erano rimasti accampati per un lungo periodo. Quando si fermavano costruivano un grande riparo a forma di cerchio (la maloka), dove tutti passavano le notti - questo consentiva loro di proteggersi dai predatori che si aggiravano in cerca di cibo.
12/21/2013
12/01/2013
SAMBARANGUERE
Sfilata di Carnevale di mezza estate a Viareggio (Italia) con la scuola di samba Roma-Rio. La maschera esibita riporta alla dea delle acque, che nella cultura Tupy ha il nome di Yara.
La Banca del Tempo Bracciano -Manziana propongono degli incontri di Sambaranguere ogni venerdì dalle 16 alle 17.30, che avrà come conclusione un saggio di danza in occasione dell'8 marzo 2014.
Siete tutti invitati a danzare con noi!
SAMBARANGUERE
SAMBA DA IRMANDADE (FRATELLANZA)
Il samba trae le sue origini dalle radici culturali dei popoli tribali, ed è costituito da molteplici sfumature che lo rendono simile ad altre culture che tramite il folklore cercano di dare un senso al loro difficile vissuto permeato da un velo di speranza laddove la giustizia è forestiera; musica e danza diventano terapie contro lo sconforto dell'inerzia, e allo stesso tempo rappresentano un intenso bisogno di riscatto da innumerevoli fallimenti. Le melodie spesso struggenti, a volte malinconiche, arrivano a culminare in un'esplosione di allegria da cui si sprigiona un'energia positiva in movimento che ci contagia e ci rende solidali.
Dalla sua diffusione nel 2006, ma piu precisamente nasce negli anni ottanta dall' esplosione di alegria per l'inzio dell'amnistia allorquando mi arrivò la notizia della sconfitta della dittatura in Brasile
la quali mi aveva spinta lontana, dal risveglio del torpore di un lungo incubo nasce il Sambaterapia! L'idea della sottoscritta oggi Poetessa Errante fu maturata è arricchito di nuove prospettive lungo
un cammino di riscoperta e diffusione della danza sacra del popolo Tupy che lungo la storia si trasformò nel coinvolgente carnevale conosciuto nel mondo come manifestazione dalle radici afro. Da questa constatazione l'accortezza di voler utilizzare un nome come Sambaranguere riconoscibile come cultura di origine tupy carica dell' alchimia di una idea di ecologica sacra vissuta e custodita dall'intrinseco rapporto tra umano natura e spirituale !
Tuttavia rimanendo fedele al suo scopo principale: stimolare l'arte creativa al femminile in alternanza con cenni storici sulla cultura dei nativi brasiliani, su quella danza sacra attraverso la quale riscoprire e rafforzare i propri centri energetici, da vivere come un canale di congiunzione con il supremo; ad ogni incontro mediteremo su una poesia letta come rilassamento emozionale, per poi entrare in comunione con l'alchimia musicale e trasformare in arte ogni espressione artistica di creatività femminile: questo è il Sambaranguere!
10/13/2013
L'Indio Brasiliano
La cultura dei Tupy brasiliani nasce da memorie ancestrali che sono giunte fino ad oggi gradualmente spogliate di ogni bene. Delle divinità e delle leggende rimane il sogno del mondo vissuto dai loro antenati, prima della civilizzazione.
Tuttavia il Tupy è "il brasiliano", la sintesi dell'amalgama di tre diversi continenti: il portoghese europeo, l'africano deportato dai villaggi dell'immensa Africa, e l'indio delle foreste americane. Ma dobbiamo anche aggiungere che i portoghesi del XVI secolo, a loro volta, erano il risultato della fusione tra iberici, romani, goti, fenici, ebrei e mori; gli afro erano raccolti da varie zone dell'Africa, mentre i nativi erano composti prevalentemente da due popoli specifici: i Tamoios ed i Tupy.
Questi venivano visti dal conquistatore come selvaggi senza anima, un'opinione fondata sui differenti costumi, e sull'assenza di documentazione scritta. Infatti i Tupy praticavano la tradizione orale, affidando agli alti gradi della gerarchia matriarcale, alle donne del consiglio e ai capi spiriturali dei villaggi, il compito di trasmettere alle nuove generazioni le leggende e le esperienze della tribù.
Già nel mito dell'origine è possibile denotare il forte legame tra l'uomo e la natura in cui è immerso: una donna caduta da una stella ha la missione di ricostruire il tronco dell'albero sacro, la "prima madre" da cui nascerà la popolazione Tupy. Una visione "ecologista" radicata fin dall'antichità, da cui deriva un senso di appartenenza e di comunità visibile anche nelle modalità agricole, in cui tutte le famiglie di un villaggio condividono ciò che hanno piantato.
La loro filosofia si rifletteva in un disegno cosmologico all'interno del quale vigeva una morale basata sul rispetto di tutti gli esseri viventi e di tutto il Creato, grazie alla quale i capi spirituali traevano le profezie rivelate con cui guidare i villaggi, e che permettevano a tutti di accettare con straordinaria umiltà ogni evento naturale, perfino la morte, sulla quale non veniva fatto gravare l'egoismo dei vivi, che con le loro lacrime avrebbero potuto appesantire le ali di chi si apprestava a volare via, e che invece sarebbe stato condannato a trascinarsi sulla Terra; un segno di enorme rispetto nei confronti dei trapassati e di tutto ciò che riguardasse l'aldilà.
Brasile Tupy
Il popolo Tupy costituisce un un ramo dell'albero dei Dineh, popolo che per la storia ufficiale è sparito nel nulla: più che sparire invece si è piuttosto diviso in varie "sotto-tribù" che si sono sparpagliate per il continente americano.
Da ciò che raccontava mia madre, i Tupy appartenevano alla stessa stirpe degli Apache, che si definiscono essi stessi come Dineh - e la gente di mia madre era seguace di Geronimo.
I Tupy erano un popolo di raccoglitori che bandivano la violenza. Spesso però, quando le altre tribù si dichiaravano guerra, si trovavano tra due fuochi ed erano costretti a spostarsi. Fu in questo modo che raggiunsero il Sudamerica, dove si fermarono lungo la costa dell'odierno Brasile. Lì sarebbero rimasti fino all'infausto evento della civilizzazione occidentale.
In base alle informazioni lasciate da mia madre, potrebbe esistere un nesso tra Tupy e Apache, così come esiste tra Tupy e Guarany: sicuramente condividono varie credenze, come quella di un universo vivente di potere spirituale, o la presenza di un leader capace di comunicare con il mondo dei morti, la conoscenza, la preparazione e l'uso delle erbe officinali, la bravura nell'agricoltura ed il coraggio dei guerrieri. E purtroppo condividono anche lo stesso tragico destino.
La differenza tra questi tre popoli è che mentre gli Apache ed i Guarany sono rimasti uniti contro i "gringos", nella difesa della loro terra e della loro cultura, i Tupy si sono invece divisi, in parte illusi dalla possibilità di potersi inserire e convivere in pace con la gente che aveva cominciato ad arrivare dall'Europa. Purtroppo, tra la devastazione e le ingiustizie, si ritrovarono soli nella giungla del disboscamento convulsivo e dell'espropriazione delle terre da parte dei coloni, in un "Nuovo Mondo" privo di leggi.
9/29/2013
Il Giro d'Italia delle Poesie in cornice 2013 - XX Edizione
Concorso indetto dal Club degli Autori.
Sabato 5 ottobre 2013 dalle 11 alle 12:30 e dalle 16 alle 19, verranno esposte ad Anguillara Sabazia (RM), presso l'associazione Archè in via del Trivio 9, le poesie partecipanti al concorso.
La Poetessa Errante sarà presente con due elaborati: "I deportati" e "Dualismo perverso", e saranno indentificate dal numero 53.
Siete tutti invitati a visitare l'esposizione: l'ingresso è gratuito.
Sabato 5 ottobre 2013 dalle 11 alle 12:30 e dalle 16 alle 19, verranno esposte ad Anguillara Sabazia (RM), presso l'associazione Archè in via del Trivio 9, le poesie partecipanti al concorso.
La Poetessa Errante sarà presente con due elaborati: "I deportati" e "Dualismo perverso", e saranno indentificate dal numero 53.
Siete tutti invitati a visitare l'esposizione: l'ingresso è gratuito.
9/08/2013
8/25/2013
8/24/2013
8/22/2013
8/19/2013
HOJE COMO ONTEM / OGGI COME IERI
A dor que abala o coraçao da alma Tupy, hoje como ontem, no corpo natio sem
dor porque de dor se adormeceu.
E humilhante ver ainda hoje a difamaçao da sociedade brasileira contro o indio
hoje como quando ia na escola e a mestre ensinava: na explicaçao da historia
falava dos tupy; gente vagabundo, bebados e traidor as filhas tupy sujas e puta.
Eu là, no ultimo banco mi escondia de vergonha naqueles momento chegava
atè renegar minha mae india pra ser como os outros meninos.
De volta pra casa minha mae logo entendia minha disventura entao ela
sentava comigo e acariciando os meus cabelos dizia :
"Os gringos noz roubou tudo; a unica herança sao os nossos cabelos com os
qual somos amarrados no passado."
e terminava a frase dizendo: "mais nao diz a ninguem que voce è figlia di india."
Estas palavras ditas da minha mae com tanto amor foi suficiente pra mim
jurar comigo mesmo : "Un dia irei riscatare a minha gente por toda umilhaçao
sofrida, tambem pras almas que voa na abobada em busca de justiça."
l'immenso dolore distrugge l'anima Tupy, oggi come ieri, nel corpo dell'indio
senza dolore poichè dal dolore addormentato.
E umiliante vedere tutt'ora la diffamazione contra gli indios,
come quando andavo alle elementari e la maestra dava lezione di storia:
anche allora parlava dei Tupy vagabondi, ubriaconi e traditori mentre le
donne erano sporche e puttana.
Io là seduta nell'ultimo banco mi nascondevo di vergogna in quei momenti
arrivai perfino a rinnegare mia madre pur di essere come loro tuttavia
quando tornavo a casa mia madre capiva mio disaggio allora mi sedeva
accanto e accarezzava i miei capelli dicendo: "L'uomo bianco ci ha rubato
tutto ci ha lasciato i capelli con i quali siamo annodati alle nostre radici."
poi continuava : "Non dire a nessuno che sei figlia di indio."
Queste parole dette con infinito amore da mia madre sono state sufficienti
affinchè crescendo giurassi a me stessa : "Un giorno riscatterò la dignità di
mia madre e della sua gente e anche delle anime violentate che tutt'ora
volano nell'aria eteria in cerca di giustizia."
dor porque de dor se adormeceu.
E humilhante ver ainda hoje a difamaçao da sociedade brasileira contro o indio
hoje como quando ia na escola e a mestre ensinava: na explicaçao da historia
falava dos tupy; gente vagabundo, bebados e traidor as filhas tupy sujas e puta.
Eu là, no ultimo banco mi escondia de vergonha naqueles momento chegava
atè renegar minha mae india pra ser como os outros meninos.
De volta pra casa minha mae logo entendia minha disventura entao ela
sentava comigo e acariciando os meus cabelos dizia :
"Os gringos noz roubou tudo; a unica herança sao os nossos cabelos com os
qual somos amarrados no passado."
e terminava a frase dizendo: "mais nao diz a ninguem que voce è figlia di india."
Estas palavras ditas da minha mae com tanto amor foi suficiente pra mim
jurar comigo mesmo : "Un dia irei riscatare a minha gente por toda umilhaçao
sofrida, tambem pras almas que voa na abobada em busca de justiça."
l'immenso dolore distrugge l'anima Tupy, oggi come ieri, nel corpo dell'indio
senza dolore poichè dal dolore addormentato.
E umiliante vedere tutt'ora la diffamazione contra gli indios,
come quando andavo alle elementari e la maestra dava lezione di storia:
anche allora parlava dei Tupy vagabondi, ubriaconi e traditori mentre le
donne erano sporche e puttana.
Io là seduta nell'ultimo banco mi nascondevo di vergogna in quei momenti
arrivai perfino a rinnegare mia madre pur di essere come loro tuttavia
quando tornavo a casa mia madre capiva mio disaggio allora mi sedeva
accanto e accarezzava i miei capelli dicendo: "L'uomo bianco ci ha rubato
tutto ci ha lasciato i capelli con i quali siamo annodati alle nostre radici."
poi continuava : "Non dire a nessuno che sei figlia di indio."
Queste parole dette con infinito amore da mia madre sono state sufficienti
affinchè crescendo giurassi a me stessa : "Un giorno riscatterò la dignità di
mia madre e della sua gente e anche delle anime violentate che tutt'ora
volano nell'aria eteria in cerca di giustizia."
8/18/2013
8/17/2013
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